Carcinoma urotelial prostatico

Le sottopopolazioni cellulari del sistema immunitario, potenzialmente implicate, sono i linfociti CD4 + e CD8 +, le cellule natural killer, i granulociti, i macrofagi e le cellule dendritiche.

  • vescica, prostata e vescichette seminali nell’uomo
  • vescica, utero e annessi nella donna

Per saperne di più

  • In presenza di una neoplasia uroteliale superficiale, il trattamento indicato è la resezione endoscopica trans-uretrale (TUR), con intento stadiativo, diagnostico e terapeutico.[1]
  • Una seconda resezione (re-TUR), da effettuarsi 2-6 settimane dopo la prima, è raccomandata in caso di: resezione incompleta, assenza di tonaca muscolare all’esame istologico, neoplasia Ta o T1 di alto grado , singola neoformazione di diametro superiore a 3 cm. [2]
  • I due terzi circa dei pazienti operati sviluppano una recidiva locale entro 5 anni. [1]
  • Il trattamento chemio- o immunoterapico endovescicale graduato sulla base delle categorie di rischio sviluppate dall’EORTC (rischio di recidive locali: basso, intermedio, alto) riduce questa percentuale di recidive (figura 1). [1]

Cellule tumorali della vescica vengono uccise dalla citotossicità diretta operata dalle cellule immunitarie, dalla secrezione di fattori solubili quali il TRAIL (ligando che induce l’apoptosi correlata al tumor necrosis factor) e, in una certa misura, dall’azione diretta del BCG. [4]

In entrambi i sessi, viene inoltre effettuata l’asportazione dei linfonodi sino alla biforcazione dell’aorta.[2]

Figura 1 – Flusso terapeutico della malattia non muscolo-invasiva

I principali trattamenti per il carcinoma della vescica sono:

Le cellule tumorali della vescica operano, attraverso l’adesione e l’interiorizzazione del BCG, la secrezione di citochine e chemochine e la presentazione del BCG e /o di antigeni delle cellule tumorali alle cellule del sistema immunitari