Cos ГЁ la renella, i sintomi e la cura

Sono tantissime le persone che soffrono di un disturbo renale non grave ma doloroso chiamato renella. Si tratta di una patologia dell’apparato urinario affine alla calcolosi, perché il termine renella indica la formazione, a livello renale, di microscopici cristalli che appaiono simili a sabbiolina.

  • Carne rossa e cacciagione

    Un buon aiuto per prevenire la formazione della renella e per agevolarne l’eliminazione da parte dei reni è quella di sottoposi ogni anno a cicli di cure termali e base di acque bicarbonate (ricche di bicarbonato di sodio) da bere per lo più a digiuno. Gli stabilimenti termali di cianciano o di Fiuggi, tra gli altri, sono ideali per questo tipo di cure naturali.

    Tuttavia, anche se meno difficile da eliminare, anche la renella provoca spasmi e fitte dolorose a livello addominale. La “sabbiolina” che si forma nei reni è composta da cristalli di acido urico e acidi ossalici, e la sua produzione può avere diverse cause. In primis, vi è una predisposizione genetica, diremmo familiare, in secondo luogo la dieta gioca un ruolo cruciale nella formazione di renella e di calcoli renali. Tra i cibi più “pericolosi” troviamo:

    I sintomi della renella sono dolori addominali e lombari molto forti, tali da togliere il respinto, e sensazione di oppressione, angoscia. Talvolta si possono manifestare anche senso di nausea e palpitazioni. Sebbene questo disturbo non sia grave, dal momento che produce dolorosi spasmi sarebbe meglio prevenirlo, pertanto chi scopra di esserne affetto, pur non necessitando di particolari terapie se non l’assunzione di uno spasmolitico in fase acuta, dovrebbe modificare le proprie abitudini alimentari.

  • Formaggi e latticini in generale

    I reni sono in grado di smaltire questo materiale con maggiore facilità rispetto ai calcoli, che essendo delle pietroline dure più o meno grandi possono bloccarsi in una qualunque zona dell’apparato urinario (ad esempio negli ureteri, i sottili tubicini che convogliano l’urina dai reni alla vescica) o nell’uretra (il tubicino che conduce l’urina dalla vescica all’esterno) e provocare dolorosissime coliche , febbre e infiammazioni.

  • Spinaci e verdure a foglia verde, prezzemolo

    Una dieta light, non troppo ricca di vegetali con alte concentrazioni di ossalati e di proteine animali (in generale di cibi acidificanti), che preveda l’eliminazione o la riduzione di bevande eccitanti, alcoliche e gassate, è senza dubbio il primo passo. Tutti coloro che, in generale, siano predisposti alla calcolosi, poi, dovrebbero bere almeno un litro e mezzo di acqua oligominerale al giorno.

    Modificato il 09/02/2017

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    Pubblicato il 05/08/2010

    Alcune persone, soprattutto se predisposte alle malattie urinarie, soffrono di forti dolori anche se la causa è – appunto – della semplice renella, peraltro non sempre diagnosticabile tramite l’ecografia proprio per via delle dimensioni ridotte della materia. Una volta verificata la presenza di sabbia nei reni attraverso il test delle urine, è importante intervenire per alleviare i dolori renali e per ridurre il rischio di infezioni: la renella non implica un intervento chirurgico e l’eliminazione spontanea della sabbiolina è il decorso più naturale, facilitato – come abbiamo già avuto modo di dire – da una corretta alimentazione e da un’abbondante assunzione di liquidi. Di norma, tuttavia, calcoli e renella si formano nuovamente col tempo, anche dopo l’espulsione o l’asportazione.

    Fonti:

    La renella è una patologia renale simile ai calcoli, ma in questo caso le dimensioni del precipitato sono più simili a quelli di minuscoli granelli di sabbia che a vere e proprie pietruzze. Nonostante il precipitato di sali minerali, come il calcio, o di composti organici come l’acido urico sia quasi impercettibile, le manifestazioni possono essere molto dolorose: la renella, infatti, può essere facilmente causa di colica renale.

    Daniela Gallotti, giornalista professionista (Ordine regionale della Lombardia)

    Disturbi addominali e dolori alla schiena sono i sintomi più frequenti lamentati dai pazienti che sono soggetti alla formazione di sabbia nei reni, così come nelle vie biliari, nelle vie urinarie o nel pancreas. Il passaggio della sabbia lungo l’uretere, infatti, provoca una vera e propria colica. Con colica si intende il dolore legato allo spasmo di un organo che sia cavo al suo interno, come i reni, l’intestino, la cistifellea, l’uretere, ecc.
    È bene chiarire che, dolore a parte, l’espulsione della sabbia dai reni è un segno del buon funzionamento dell’organismo che riconosce una presenza eccessiva di calcio o di ossalati e provvede all’eliminazione attraverso una delle sue vie espulsive. Questo diventa un avvertimento per modificare la propria dieta e ridurre quindi nella propria alimentazione l’apporto di latte e latticini, ma anche cacao, pomodori, tè e via discorrendo.

    – Enciclopedia Treccani (Novecento) – Ist. della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani Ed. 1990 – Autori e riferimenti scientifici: vedi link
    – Enciclopedia della Medicina – DeAgostini Ed. 2010 – Autori e riferimenti scientifici: vedi link
    – L’Universale della Medicina – Garzanti Ed. 1995 – Autori e riferimenti scientifici: vedi link

    Niente di più errato!

    E’ ormai radicata nell’immaginario collettivo (sia popolare che sanitario) che la miglior terapia per espellere i calcoli sia l’idratazione massiccia con acqua oligominerale o minimamente mineralizzata per non sovraccaricare l’organismo di sali minerali e che per prevenirne la formazione siano necessarie una dieta povera di calcio e l’acidificazione urinaria.

    In caso l’ostruzione fosse totale l’urina risalirebbe ai reni provocando coliche renali, caratterizzate da dolore acuto, tipo crampo, in zona lombare o nel basso ventre, che può estendersi agli inguini o stimolare nausea e vomito.

    Le formazioni più piccole, simili più alla sabbia, vengono chiamate renella.

    Calcoli e renella si formano a partire dai cristalli, ossia da agglomerati di sali (ossalato di calcio nel 70% dei casi, acido urico nel 10%, struvite nel 10%, cistina nel 2% ed altri sali nel restante 8%). Questi cristalli tendono ad aggregarsi formando calcoli o renella in presenza di condizioni favorenti: scarsa idratazione, diminuzione dei componenti urinari che inibiscono la cristallizzazione, aumentata secrezione dei sali che li comporranno, alterazione del ph urinario.

    Gli stessi residui organici prodotti dall’infezione si accumulano sul calcolo incrementandone ulteriormente la dimensione. Ciò porta ad una maggiore occlusione, a maggior ristagno e all’instaurarsi del circolo vizioso, che fino a che non verranno rimossi i calcoli, eliminata la renella e ridotti i cristalli, difficilmente avrà termine.

    Calcoli e renella rappresentano causa e conseguenza della cistite. Ciò è dovuto sia al fatto che un tessuto lesionato dai graffi è più soggetto alle infezioni, sia al ristagno urinario dovuto all’ostruzione da calcolo (o parti di esso) fermo nell’uretra. Oltre a ciò va considerato che in caso di litiasi (calcolosi) i batteri responsabili dell’infezione sono molto difficili da debellare perché trovano nel calcolo un rifugio perfetto. Il calcolo infatti è privo di vasi sanguigni, pertanto gli antibiotici, i macrofagi, gli anticorpi e tutte le nostre cellule immunitarie (tutti trasportati dal sangue) non riescono a raggiungere i batteri annidati al suo interno. Il calcolo quindi si trasforma in serbatoio batterico ed allo stesso tempo in bunker protettivo per questi germi, che continuano a riprodursi indisturbati e ad infettare ciclicamente.

    I calcoli sono formazioni molto dure somiglianti a sassolini più o meno grandi.

    Per non confondere calcoli con cistite basterebbe analizzare il sedimento urinario con un semplice esame urine da cui emergerebbe cristalluria, ossia la presenza di cristalli nelle urine. La cristalluria, oltre ad essere responsabile di una sintomatologia simil cistite, è un buon indicatore della presenza di calcoli o renella, o del rischio di svilupparli in futuro. Un’urinocoltura negativa con un analisi del sedimento positiva ai cristalli dovrebbe sempre far sospettare una tendenza alla formazione dei calcoli.