Infiammazione prostata e dolore ai testicoli

lo stress e le tensioni emozionali in quanto favorenti la riduzione delle capacitГ difensive e riparative generali dell’organismo e locali pelvico-prostatiche

Il trattamento terapeutico può essere articolato in diverse soluzioni e deve sempre prevedere le eventuali terapie per le patologie connesse o sottostanti di tipo strutturale o metabolico o disendocrino: queste andranno risolte o riequilibrate prima o contemporaneamente al trattamento specifico della prostatite e/o della congestione pelvico-prostatica.

lesioni neurali lombosacrali possono favorire le alterazioni a risposta infiammatoria della prostata presumibilmente per la riduzione degli stimoli trofici che tale innervazione porta all’organo e che sevono a garantire la sua normale funzione e struttura.

le azioni terapeutiche chirurgiche tipo il cateterismo uretrale o tipo correzioni locali insufficienti di fimosi e parafimosi

III Tipo: la CPPS (chronic pelvic-prostatic syndrome) – si presenta in due forme con il medesimo quadro sintomatologico connesso spesso a disfunzioni intestinali e squilibri nutrizionali, nonchГ© a squilibri dinamici scheletrico-muscolari lombari; non sono mai rilevabili microrganismi patogeni in capacitГ di colonizzazione della ghiandola o al massimo sono presenti in bassissimo livello; il piГ№ delle volte ГЁ associata a sindrome emorroidaria di varia consistenza, a idrovaricocele di vario grado di prima produzione o di aggravamento di un quadro precedente, ad ejaculazione precoce anche molto consistente; il dolore puГІ essere sfumato ed accompagnato da senso di peso pelvico o dolore muscolare lobare e pelvico associati o meno a senso di fastidio o dolore ai testicoli; spesso ГЁ presente iperensibilitГ al glande di grado molto variabile. Le due forme sono differenziate solo a livello dell’esame del secreto prostatico (EPS) o dello sperma come

la sedentarietГ che riduce la movimentazione dei fluidi corporei, in particolare in una regione come quella pelvica giГ caratterizzata da minori movimentazione fisiologica

II Tipo: prostatite cronica batterica – ha tutti gli aspetti dell’infiammazione di medio o basso grado prolungata nel tempo, con microrgansimi patogeni in capacitГ di colonizzazzione della ghiandola variabile, dalla bassissima alla molto consistente, senza febbre e con il normale differenziale di temperatura rettale ed ascellare; il grado di deficit erettivo e di ejaculazione precoce ГЁ molto variabile e spesso soggettivo, anche se spesso l’associazione con l’ejaculazione anche molto precoce ГЁ frequente; il dolore ГЁ piГ№ spesso un senso di fastidio e di occupazione di spazio pelvico ed ГЁ spesso esteso ad uno o ad entrambi i testicoli, dando luogo a epididimiti con formazione di cisti della testa dell’epididimo, e all’area perineale; la congestione pelvica indotta dallo stato infiammatorio ГЁ responsabile della comparsa di varicocele e/o idrocele mono o bilaterale in grado diverso o di aggravamento di un varicocele e/o idrocele preesistente; il grado di disfertilitГ ГЁ variabile e puГІ comparire l’emissione di sangue fresco o degradato nello sperma (ematospermia recente o coagulativa) generalmente di grado medio-levie o microscopico, ma talvolta anche di grado elevato; spesso ГЁ presente iperensibilitГ al glande di grado molto variabile.

La prostatite interessa almeno un terzo della popolazione maschile ogni anno, ma forse anche una percentuale maggiore, solo che la carente abitudine alle valutazioni periodiche o il rinvio delle adeguate valutazioni solo a condizioni di disfunzioni fastidiose o invalidanti l’amplesso (ejaculazione precoce o deficit erettivo) o di disfertilità induce la sua valutazione e la sua terapia con molto ritardo o solo in caso di condizioni infiammatorie acute.

Le forme ed i sintomi della prostatite – la classificazione delle prostatiti sta subendo grandi modificazioni che saranno oggetto di discussione per ancora alcuni anni, ma sostanzialmente possiamo dire che, in base al grado di infiammazione ed alla sintomatologia e segnali disfunzionali rilevabili, le forme principali sono:

Il dolore ai testicoli in funzione della durata può essere:

Rigonfiamento dello scroto.

I testicoli o anche didimi sono due organi pari appartenenti all’apparato riproduttivo maschile contenuti in una sacca che costituisce una appendice dell’addome e che è nota come scroto.

Linfonodi inguinali ingrossati.

Artrite. Compromissione, gonfiore e dolore delle articolazioni.

La sintomatologia peggiora decisamente se i testicolo trattenuto subisce torsione.

Difficoltà e disagio nel rimanere seduti.

Essi hanno forma approssimativamente ovale del diametro di circa 3 centimetri e lunghezza identica. Sono avvolti da una tunica membranosa che è nota come tunica albuginea e contengono all’interno un groviglio tubicini a spirale noti come tubuli seminiferi. Detti tubuli sono rivestiti da cellule germinali che hanno la funzione, dalla pubertà alla morte, di produrre gli spermatozoi ossia le cellule riproduttive dei maschi. Spermatozoi che attraverso i tubuli e i dotti efferenti raggiungono l’epididimo posto sul posteriore di ciascun testicolo, dove maturano e vengono immagazzinati. Durante l’eiaculazione (emissione del liquido seminale), dispersi nel liquido seminale passano all’esterno attraverso dotto deferente, uretra e meato urinario posizionato sul glande.

Subacuto: cioè un dolore con caratteristiche intermedie tra i due precedenti.

La prostata è una ghiandola dell’apparato genitale maschile che assolve al compito di secernere il liquido seminale che, insieme agli spermatozoi prodotti dai testicoli, costituisce lo sperma. La sua infiammazione, che può essere causata da vari fattori, è una patologia che va sotto il nome di prostatite. Come ogni processo infiammatorio la prostatite è caratterizzata dall’ingrossamento dell’organo causato dalla abnorme afflusso di sangue e dall’edema, ossia accumulo di liquido nello spazio intracellulare. Liquido che l’aumentata permeabilità delle parete dei vasi lascia filtrare dal torrente sanguigno.

Lo specialista da interpellare in presenza dei succitati sintomi è l’urologo. Questi formulerà la diagnosi basandosi su:

Prostatite batterica cronica. E’ sempre conseguente ad una infezione di batteri ma i sintomi della malattia sono contenuti e si evolvono con estrema lentezza per un periodo che perdura almeno tre mesi. Si accompagna a frequenti infezioni delle vie urinarie con guarigioni e ricadute. Spesso è contratta per via sessuale ed i batteri più comuni che ne sono responsabili sono la Clamydia trachomatis ed il Gonococco.

Infezione di microrganismi che non sono batteri, i più comuni sono: Clamidia e Mycoplasma.

Dolori al basso addome, al fondo schiena o al perineo (la regione tra l’ano e lo scroto).

Questa prima fase consente allo specialista di effettuare una ipotesi di diagnosi che dovrà poi essere confermata da una serie di indagini cliniche. Queste sono:

Dolore e/o bruciore durante la minzione.

Prostatite batterica acuta. E’ conseguente ad una infezione batterica acuta ossia che insorge in maniera improvvisa con sintomatologia severa e che dopo un tempo ragionevolmente breve subisce remissione. I batteri che più comunemente possono causarla sono: Escherichia Coli, Enterococchi, Klebsiella, Pseudomonas, Proteus, Stafilococco, etc.

Prostatite acuta.