La terapia con onde d’urto a bassa intensità per la cura della disfunzione erettile (LI-ESWT o L

E’ come se il tessuto colpito dalle onde d’urto si rigenerasse tanto che qualcuno lo ha proposto come terapia preventiva della DE dopo i 40 anni specie nei pazienti a rischio maggiore (Ipertesi, obesi, diabetici, vasculopatici, fumatori ecc.).

Dopo Vardi altri gruppi in Texas, Messico, Cina, Korea e non ultimo il gruppo Italiano di Puppo, hanno sperimentato la tecnica nell’uomo ottenendo risultati simili.

Il trattamento con onde d’urto a bassa intensità si è dimostrato un trattamento sicuro, efficace, ben tollerato senza effetti collaterali. Le proprietà angiogenetiche, di rigenerazione tissutale, di miglioramento dell’emodinamica determinano una migliore risposta erettile allo stimolo erotico senza l’ausilio farmacologico nei pazienti già responsivi alla terapia orale o con l’aiuto farmacologico nei pazienti precedentemente non responsivi alla terapia orale. L’unico neo che è emerso è che l’efficacia è temporanea specie nei pazienti con patologie collaterali importanti e quindi dopo circa 2 anni può essere necessario ripetere il trattamento.

1: Lei H, Xin H, Guan R, Xu Y, Li H, Tian W, Wang L, Gao Z, Guo Y, Lue TF, Lin G, Xin Z. Low-intensity pulsed ultrasound improves erectile function instreptozotocin-induced type I diabetic rats. Urology. 2015 Sep 14. pii:S0090-4295(15)00707-4. doi: 10.1016/j.urology.2015.07.026. [Epub ahead of print] PubMed PMID: 26383610.

La novità introdotta è stata quella di applicare le onde d’urto non in un punto focalizzato del pene ma sull’intera area dei corpi cavernosi comprese le crura (parte terminale e profonda dei corpi cavernosi del pene). Per questo studio è stata messa a punto una sonda che si adatta all’anatomia del pene, tenendo conto che il corpo cavernoso si trova subito sotto la pelle e quindi molto più superficialmente rispetto ad altri organi.

  • il rilascio da parte del tessuto cavernoso del pene di fattori di crescita vascolari VEGF (Vascular Endotelial Growth Factor) ed endoteliali (Endotelio= rivestimento interno dei vasi deputato alla produzione di nitrossido-NO).
    L’NO è una molecola ad alto potere vasodilatatorio principale induttore dell’erezione; la sua produzione è stimolata dai farmaci inibitori delle PDE-5.
  • Incremento della produzione di NOin seguito ad incremento dell’attività dell’enzima Nitrossido sintetasi (NOS).
  • Incremento della produzione del fattore di crescita nucleare (PCNA = Proliferating Cell Nuclear Antigen) deputato alla riparazione del DNA danneggiato da stress ossidativi
  • Rigenerazione tissutale da migrazione di cellule mesenchimali e cellule progenitrici (CPCs).

6: Lei H, Liu J, Li H, Wang L, Xu Y, Tian W, Lin G, Xin Z. Low-intensity shock wave therapy and its application to erectile dysfunction. World J Mens Health. 2013 Dec;31(3):208-14. doi: 10.5534/wjmh.2013.31.3.208. Epub 2013 Dec 24. Review. PubMed PMID: 24459653; PubMed Central PMCID: PMC3888889.

Da studi anatomo-patologici è emerso che le onde d’urto a bassa intensità stimolano:

2) Vardi e colleghi hanno ulteriormente esteso il loro studio clinico ai pazienti affetti da DE vascolare grave che hanno risposto male alla terapia PDE5i. (non responder). Questo studio ha incluso 29 uomini che avevano più fattori di rischio malattie cardiovascolari, diabete mellito ecc.

Diagnosi differenziale
Altre cause di urine rosse o scure:

Cancro
Il sangue nelle urine visibile può essere un segno di cancro avanzato alla prostata, alla vescica o ai reni. Purtroppo, non ci sono segni o sintomi nelle fasi iniziali, quando questi tumori sono ancora curabili.

Prostata ingrossata benigna
A volte evitare il farmaco che irrita la prostata o che agisce sul flusso di urina può aiutare. Raramente, servono dei farmaci o un intervento chirurgico per ridurre le dimensioni della prostata.

Diversi disturbi possono causare le perdite di sangue, tra cui:

  • Esami delle urine, gli esami delle urine possono dare indizi sulla causa di ematuria.
    Questo comprende una citologia dell’urina, che utilizza un microscopio per analizzare le cellule della parete interna della vescica e del rene (trovato nelle urine).
    Le donne dovrebbero evitare l’esame delle urine in caso di mestruazioni perché possono influire sul risultato.
  • Esami del sangue, gli esami del sangue possono essere utilizzati per cercare i segni di problemi ai reni o altre malattie che possono causare l’ematuria.
  • La TAC è un esame radiologico che esamina la struttura dei reni, ureteri e vescica. I calcoli renali o le anomalie dei reni, ureteri e vescica, solitamente possono essere visti con una TAC.
    Di solito si inietta un colorante in vena durante l’esame per evidenziare tutte le possibili anomalie.
  • Ecografia del rene, un’ecografia del rene è un’alternativa alla TAC ed è comoda per le persone che sono allergiche ai mezzi di contrasto che si usano nella TAC. L’ecografia utilizza onde sonore per creare un’immagine della struttura del rene.
  • La cistoscopia è una procedura che si effettua per esaminare la parete della vescica per determinare se ci sono eventuali anomalie.
    Si può fare come procedura chirurgica in day hospital.
    Un piccolo tubo con una telecamera si inserisce nella vescica attraverso l’uretra. Prima di inserire il tubo, per diminuire il disagio si applica un gel anestetizzante.
    La maggior parte dei pazienti tollera molto bene questa procedura.
    Se il medico trova del tessuto anomalo può effettuare una biopsia.
    Il materiale prelevato con la biopsia si esamina al microscopio per determinare se le cellule anormali o cancerose sono presenti.
  • La biopsia del rene, durante una biopsia del rene il medico rimuove un piccolo pezzo di tessuto dal rene; successivamente il tessuto è esaminato con un microscopio per sapere se ci sono malattie renali.

Nell’ematuria, i reni o le altre parti del sistema urinario versano le cellule del sangue nell’urina.

In questi casi, il sangue può essere rilevato solo dalle analisi di laboratorio.

Un calcolo renale o alla vescica
I minerali nell’urina concentrata a volte precipitano formando cristalli sulle pareti dei reni o della vescica.
Con il tempo, i cristalli possono diventare delle pietre piccole e dure.
Le pietre (o calcoli renali) sono generalmente indolori e probabilmente non si sà di averli se non causano un blocco dell’urina o se non escono.
Di solito non ci sono errori nel riconoscimento dei sintomi.
I calcoli renali, in particolare, possono causare dolori lancinanti.
I calcoli renali o della vescica possono causare un sanguinamento visibile o microscopico.

Alcuni sintomi associati possono essere:

Angiomiolipoma: tumore formato dalla presenza di vasi sanguigni, muscolatura e tessuto adiposo combinati fra loro. Le forme isolate colpiscono soprattutto le donne adulte, e vengono spesso diagnosticati occasionalmente, a meno che non si raggiungano elevate dimensioni. L’esame Ecografico e la TAC sono molto utili alla diagnosi ed alla differenziazione dal tumore maligno.

E’ una malformazione ereditaria piuttosto diffusa che colpisce una persona su 1000. Non dа quasi mai sintomi anche perchй le cisti si formano dai 40 anni e si notano soltanto attraverso accertamenti ecografici. Il rene policistico va tenuto sotto controllo perchй le cisti a volte possono impedire il normale lavoro di filtrazione renale. Rene a ferro di cavallo E’ un’anomalia congenita presente circa in una persona su 600 con frequenza doppia negli uomini. E’ caratterizzata dalla malrotazione e dall’unione dei reni all’estremitа superiore o inferiore per cui invece di essere separati assumono una forma a ferro di cavallo. Proprio perchй si tratta di un’anomalia congenita che per anni non da’ segno di sй, ci si accorge occasionalmente di tale patologia (per esempio alla prima ecografia eseguita per altri motivi). Vi и, perт, una maggiore predisposizione alla calcolosi ed alle infezioni delle vie urinarie in questi pazienti.

E’ per frequenza al quarto posto nell’uomo e all’ottavo nella donna. I fattori di rischio piu’ importanti sono l’etа (incidenza massima fra i 60-70 anni), l’esposizione professionale a coloranti all’anilina e alle amine aromatiche, il fumo di sigaretta, e i trattamenti con ciclofosfamide. Tale tumore viene suddiviso in forme superficiali (non invasive la parete vescicale) nel 70-75% dei casi ed in forme invasive piu’ rare ma piu’ gravi per il pericolo di metastasi. Il sintomo piu’ frequente и l’ematuria senza sintomi di accompagnamento spesso. Sono frequenti anche sintomi irritativi, fra i quali pollachiuria imperiosa e disuria. La diagnosi prevede la citologia urinaria, la cistoscopia (endoscopia della vescica) ed esami strumentali come la Ecografia e la TAC. Per quanto riguarda la storia clinica la maggior parte dei pazienti и soggetta a piu’ recidive nel tempo ed in altri parti della vescica, perciт и necessario un attento monitoraggio del paziente nel tempo con cistoscopie ed Ecografie. La terapia и da valutare da caso a caso a seconda della dimensione, grado e stadio del tumore.

E’ un’infezione delle alte vie urinarie, soprattutto della cavitа e del tessuto renale. Di solito и provocata da batteri e se viene trascurata puт portare all’insufficienza renale cronica. La pielonefrite ACUTA и un’infezione della pelvi e del parenchima renale provocata spesso dai germi responsabili delle cistiti, dall’Escherichia coli allo Stafilococco, che raggiungono il rene attraverso il sangue o le vie linfatiche, ma anche risalendo le vie urinarie come per esempio durante una cistite asintomatica o trascurata o particolarmente aggressiva. La colpa puт esser anche di un eccessivo ristagno dell’urina o la conseguenza di una colica renale: un calcolo puт irritare l’apparato urinario permettendo ai batteri di agire. I sintomi della pielonefrite acuta sono malessere generale, febbre alta, nausea, a volte ematuria, dolore sordo e penetrante al rene che si puт diffondere a tutta la schiena. Scoperti con l’urinocoltura i batteri in causa, la terapia и a base di antibiotici. La pielonefrite CRONICA compare invece, per un meccanismo errato di eliminazione delle urine che dopo essere state raccolte nel bacinetto renale non sono convogliate negli ureteri e ristagnano oppure refluiscono al rene dalla vescica: ciт puт essere dovuto a una malformazione o a un calcolo che ostruisce l’uretere. Non sempre i sintomi sono evidenti, ma puт comparire stanchezza, ipertensione, nausea, presenza di globuli bianchi nelle urine. Si cura con antibiotici e non va trascurata per evitare che alla lunga porti all’insufficienza renale cronica.

Oncocitoma: sono in genere circolari, ben delimitati e di colore marrone, non tendono a metastatizzare, o a invadere le strutture circostanti. La distinzione da un adenocarcinoma (tumore renale a cellule chiare) и impossibile con gli esami radiografici.

E’ un’infiammazione della vescica spesso causata da un’infezione batterica. Colpisce soprattutto le donne a causa della maggior brevitа dell’uretra, una barriera naturale molto efficace contro i batteri, e della sua vicinanza all’ano. Si manifesta con sintomi irritativi e dolore pelvico, voglia di svuotare spesso la vescica anche se la minzione in realtа и dolorosa, difficile e di scarsa quantitа, a volte comparsa di sangue nell’urine. Nella maggior parte dei casi colpisce le donne in etа menopausale perchй la mancanza di estrogeni modifica l’equilibrio dell’apparato genitale; viene colpita, dunque, la difesa dai germi patogeni e si crea un microambiente favorevole ai microorganismi che solitamente abitano la vagina o l’intestino (E. coli). Con l’es. urine,l’urocoltura e l’antibiogramma si identificano i batteri in causa e la terapia antibiotica piu’ adeguata per debellarli. Ma esiste anche la cistite interstiziale che appare in assenza di infezioni accertate e non regredisce assumendo antibiotici: in questi casi la sintomatologia infiammatoria puт aggravarsi col passare del tempo nonostante la terapia farmacologica.

La crescita e sviluppo di batteri puт avvenire nell’uretra (uretrite), nella vescica (cistite) o nei reni (pielonefrite). Le manifestazioni sono bruciore durante la minzione che aumentano di numero, le urine diventano maleodoranti, si puт avere qualche lieve linea di febbre e dolori nella regione lombare. La diagnosi, oltre che agli esami del sangue e delle urine, и affidata all’urinocultura. Permette di determinare il ceppo batterico che ha causato l’infezione.

Viene definita come la perdita involontaria di urina e rappresenta un problema clinico di grandi dimensioni, nonchй una causa notevole di disabilitа e dipendenza. L’incontinenza non и solo un problema della terza etа, sebbene l’invecchiamento predisponga a modificazioni della funzionalitа delle vie urinarie inferiori. Anche alle donne giovani succede spesso di perdere involontariamente qualche goccia di urina, ma per pudore o perchй и un disturbo sottovalutato, solo un terzo delle donne incontinenti si rivolge al medico. L’incontinenza puт essere classificata in base alla funzione alterata o ai sintomi. Gli organi principalmente coinvolti comprendono la vescica e l’uretra; si distingue cosм fra incontinenza urinaria legata a problemi vescicali e quella legata a problemi uretrali. La classificazione sintomatica и quella piu’ spesso utilizzata: incontinenza sotto sforzo fisico, d’urgenza o mista. E’ difficile in questa sede essere esaurienti, semplici e completi nel contempo: a grandi linee si puт dire che fino a 50 anni l’incontinenza и dovuta al cattivo funzionamento del meccanismo dello sfintere dell’uretra che fa perdere urina quando si compie uno sforzo fisico anche modestissimo, come tossire, salire le scale o ridere. Dopo la menopausa, invece, la causa spesso si sposta verso la vescica che si contrae involontariamente, rendendo incapaci di rimandare al minzione a piacimento dopo la percezione dell’avvenuto riempimento della vescica. Una causa comune a tutte le etа и il prolasso, cioи la discesa degli organi pelvici (vescica, utero, retto) alterando cosм i normali rapporti anatomici fra i meccanismi muscolari di contenimento (sfinteri), la vescica e l’uretra. Con la visita urologica e ginecologica si stabilisce un adeguato iter diagnostico in modo da capire bene la causa ed il tipo di incontinenza. Cosi dopo un attenta anamnesi, un accurata visita, un’esame ecografico dell’addome superiore ed inferiore, ed un esame radiografico con mezzo di contrasto delle vescica (cistografia), l’esame principe и l’Urodinamica. Tale esame ambulatoriale studia per mezzo di speciali cateteri il funzionamento della vescica e dell’uretra e si verifica se l’incontinenza и dovuta a un cattivo funzionamento della vescica, dello sfintere dell’uretra o di entrambi. Per risolvere il problema a volte и sufficiente una tecnica comportamentale adeguata per controllare i meccanismi muscolari della vescica e dunque lo stimolo a urinare, in altri casi si deve ricorrere ad un trattamento farmacologico atto a rilasciare la parete muscolare vescicale, in altri casi ancora si deve ricorrere ad un intervento chirurgico che varia come entitа a seconda se si и di fronte ad un prolasso e/o ad incontinenza da sforzo di vario grado. Grande importanza ha la prevenzione: le donne giovani devono rinforzare col la ginnastica la muscolatura perineale (specialmente dopo due o piщ parti per via naturale) domandando consiglio allo specialista urologo. Si deve poi evitare di trattenere troppo l’urina. Importante и anche mantenere il peso forma per non aumentare l’incidenza di prolasso, o una sua recidiva dopo l’intervento chirurgico.

E’ la piu’ comune neoplasia benigna del maschio adulto. La malattia и caratterizzata dalla proliferazione soprattutto a carattere fibroso/muscolare della zona centrale della ghiandola prostatica, a differenza dal tumore che si sviluppa soprattutto (70%) nella zona periferica. Dall’etа di 30 anni la malattia comincia a svilupparsi, fino a manifestarsi nell’uomo maturo. La sintomatologia и essenzialmente riferibile all’ostruzione al deflusso dell’urina che si viene a determinare: debolezza del getto urinario, esitazione, gocciolamento terminale, intermittenza, sensazione di incompleto svuotamento della vescica, oppure frequenza elevata sia di giorno che di notte, urgenza nel raggiungere il bagno. Tali sintomi possono essere variamente associati a seconda degli individui. L’adenoma puт causare, se non curato, calcoli nella vescica, ritenzione urinaria (con la necessitа di ricorrere alla cateterizzazione), e sfiancamento del muscolo vescicale. La terapia и inizialmente medica (compresse giornaliere), ma col tempo si ricorre a trattamento endoscopico o chirurgico a seconda delle dimensioni dell’adenoma e dell’etа del paziente.