Prostatectomia: per impotenza e incontinenza

  • prostatectomia semplice – solo rimozione della prostata
  • prostatectomia radicale – rimozione della prostata e alcuni tessuti circostanti.

Non guidate a meno che il medico non vi abbia dato il permesso di farlo. È possibile che dobbiate attendere fino a un mese.

Riprendete l’attività sessuale quando possibile.

Bevete molti liquidi per aiutare il corpo a svuotare la vescica dall’urina e dal sangue.

Il chirurgo incide la pelle compresa tra l’ano e lo scroto per rimuovere la prostata. Questo tipo d’intervento chirurgico è meno comune perché non consente di accedere ai linfonodi e c’è un rischio maggiore di danni al sistema nervoso con questa procedura.

Il chirurgo incide la parte inferiore dell’addome tra l’ombelico e l’osso pubico per accedere alla prostata e ai linfonodi pelvici e separare quindi la prostata dalla vescica e dall’uretra. Quest’ultima poi unita nuovamente alla vescica. Il medico cercherà di preservare le funzioni nervose correlate alla vescica e all’erezione. In alcuni casi, rimuove il tessuto linfonodale come prova prima di decidere di continuare con la chirurgia.

  • Sanguinamento
  • Infezione
  • Incapacità di controllare il flusso urinario (incontinenza)
  • Inabilità ad avere un’erezione (impotenza) e altri problemi nei rapporti sessuali
  • Coaguli di sangue nelle gambe o nei polmoni
  • Sterilità
  • Lesioni al retto o altre parti del corpo vicine.

Per favorire la guarigione, riprendete le normali attività quotidiane appena possibile.

In alcuni casi si riccorre ad interventi invasivi come la prostatectomia per porre rimedio a particolari problematiche come la incontinenza e l’impotenza.

Il tumore alla prostata è una malattia frequente nei Paesi sviluppati, ma in realtà il suo tasso di mortalità è molto basso. La terapia per il cancro alla prostata sarà tanto più efficace quanto più precoce è la diagnosi, soprattutto se il tumore non si è ancora diffuso in altre parti dell’organismo (metastasi).

  • difficoltà a urinare,
  • sensazione di bruciore o dolore durante la minzione,
  • frequente e impellente necessità di urinare, anche per piccole quantità di urina,
  • brividi e febbre alta,
  • dolore alla schiena o diffusi,
  • dolore al basso nel ventre, all’inguine o dietro lo scroto,
  • senso di peso al retto e/o dolore,
  • perdite di liquido dall’uretra (il canale dove esce la pipì) durante la defecazione,
  • disturbi sessuali (tra cui riduzione del desiderio),
  • eiaculazione dolorosa.

È sicuramente vero che i problemi alla prostata sono molto frequenti, soprattutto quando si superano i 50 anni, ma la buona notizia è che esistono diversi modi per risolverli e prevenirli.

La prostata appare più grande del normale (ingrossata), ma non si tratta di un tumore.

Per scoprire se questi sintomi siano causati dal tumore alla prostata, il medico vi interrogherà su tutti i dettagli dei vostri precedenti clinici. Inoltre eseguirà un esame fisico, durante il quale introdurrà un dito nel retto per valutare se la prostata presenta indurimenti o protuberanze.

Tra i sintomi più comuni della prostatite ricordiamo:

Ne riconosciamo tre casi principali:

Il tipo trattamento per il cancro alla prostata dipende da

La prostata è una piccola ghiandola delle dimensioni di una noce che avvolge il tubicino (uretra) che porta l’urina fuori dalla vescica. La sua funzione è quella di produrre ed espellere durante l’eiaculazione il liquido prostatico, uno dei costituenti dello sperma, che contiene le sostanze nutritive necessarie alla sopravvivenza e alla motilità degli spermatozoi.

Infine si procede al confezionamento dell’anastomosi uretro-vescicale, che viene eseguita con una sutura in continua che garantisce una tenuta eccellente e rapida ripresa della continenza urinaria. Si posiziona quindi un catetere vescicale e si posiziona un piccolo tubo di drenaggio.

Si procede poi a sezionare l’uretra a livello dell’apice prostatico e a questo punto il pezzo operatorio prostatico, completamente liberato, viene estratto dall’addome attraverso una porta operativa. L’intervento procede con la accurata cura della emostasi per prevenire sanguinamenti postoperatori.

L’intervento di prostatectomia radicale robotica consiste nell’asportazione completa della prostata per via laparoscopica, con l’impiego del sistema robotico DaVinci®. La tecnica robotica consente di operare con un ingrandimento visivo di circa 20 volte e con una visione a 3 dimensioni, consentendo di eseguire l’intervento con una accuratezza significativamente superiore a quello della chirurgia a cielo aperto o della chirurgia laparoscopica classica. L’intervento viene eseguito in anestesia generale. Inizialmente, la cavità addominale viene riempita di anidride carbonica per creare una camera di lavoro per gli strumenti chirurgici robotici. Successivamente, tramite 6 piccole incisioni di circa 1 cm (una a livello ombelicale e 5 a livello addominale), vengono inseriti in cavità peritoneale il trocar ottico e quelli operativi, attraverso cui verranno inseriti gli strumenti operatori. Il primo tempo operatorio è rappresentato dall’isolamento delle vescicole seminali, localizzate al di sopra dell’intestino retto. Completata tale procedura, dalla cavità peritoneale si accede allo spazio pelvico dove è localizzata la prostata. Nel caso in cui fosse oncologicamente necessario si procede alla rimozione dei linfonodi pelvici bilateralmente (linfoadenectomia). I linfonodi sono piccoli organelli con la funzione di filtrare liquidi e proteine (ed eventualmente alcune cellule tumorali) provenienti dalla prostata. Successivamente si procede all’isolamento della prostata. Tale manovra avviene partendo dal collo vescicale che viene separato dalla base della prostata e arrivando sino alle vescicole seminali precedentemente isolate, avendo cura di conservare il più possibile l’integrità delle fibre muscolari del collo vescicale stesso, le quali compartecipano al meccanismo della continenza urinaria.

Durante la procedura viene posta la massima attenzione per salvaguardare i nervi che avvolgono la prostata, fondamentali per una adeguata preservazione della funzione erettile. In alcuni pazienti nei quali il tumore prostatico dimostri intraoperatoriamente di coinvolgere anche la ricca ragnatela di nervi che avvolge la ghiandola prostatica, di necessità questa deve essere sacrificata in parte o totalmente per permettere la rimozione completa del tumore.

LAVORI SCIENTIFICI PUBBLICATI DAGLI UROLOGI DEL SAN RAFFAELE SUL TUMORE DELLA PROSTATA
Risultati ricerca su PubMed

A partire dalla prima giornata postoperatoria, il paziente riprende a bere e ad alimentarsi in modo progressivo e già dalla seconda giornata postoperatoria, laddove le condizioni generali del paziente lo consentano, avviene la dimissione con il catetere vescicale (che verrà mantenuto in sede per 5-7 giorni).

Completato l’isolamento della prostata si procede alla sezione del plesso venoso di Santorini e alla sua successiva sutura emostatica ponendo la massima attenzione alla preservazione della integrità dello sfintere uretrale esterno, muscolo principale responsabile della continenza urinaria.

Ospedale San Raffaele – Milano, via Olgettina 60, 20132 Milano, Italia – Tel. 02 26 431
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