Prostatite – Ciproxin 500

Adesso, però avverto fastidio nella zona dei reni, come se avessi preso un colpo di freddo.
Leggendo le indicazioni del Ciproxin, portava questo tra i posssibili effetti collaterali.
In passato avevo già fatto una cura con questo antibiotico, ma non avevo avuto problemi.
Durante la minzione non avverto alcun tipo di dolore e le urine non si presentano scure, anzi molto chiare.

Non essendo dove riceve, l’ho sentito telefonicamente il 28/10 e mi ha consigliato, quando si presenta il problema, di procedere con un ciclo di Ciproxin 500 per 10 gg.
Ho iniziato la cura il 28/10 stesso, tuttavia già sabato 29 il fastidio era sparito, però ho continuato con il Ciproxin.

A questo punto ho sospeso la cura.

Volevo chiedervi sono stato troppo avventato, preso dall’ansia di un risorgere della prostatite, nell’iniziare una terapia antibiotica?

Nella zona dx ho anche un’ernia inguinale di 2 cm e il testicolo dx è ipermobile, non vorrei che il fastidio che ho sentito possa essere dipeso anche da questi fattori.

Buongiorno, lo scorso 24/10 ho avvertito un fastidio nella zona del testicolo dx.

Avendo sofferto in passato di prostatite , mi sono allarmato, tuttavia ho aspettato alcuni giorni prima di chiamare il mio urologo.

Sarebbe stato il caso di attendere e farmi prima visitare dall’urologo?

A questo punto, devo attendere che questo fastidio ai reni passi e poi farmi visitare dall’urologo per richiedere ulteriori approfondimenti?

  • Cefalexina (es. Keforal, Cefalexi, Ceporex): il farmaco dev’essere assunto per via orale alla posologia di 500 mg ogni 6 ore per 14 giorni.

Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro la prostatite, ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta al medico scegliere il principio attivo e la posologia più indicati per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato ed alla sua risposta alla cura:

In generale, nelle forma acute sono necessari 10-14 gg di terapia antibiotica, mentre le forme croniche necessitano di periodi più lunghi (4-8 settimane)

Cefalosporine ad ampio spettro

Antispasmodici urinari

Fattori di rischio ipotizzati: cistite, compressione della prostata da parte di altri tessuti, deficit immunitari, stress, traumi localizzati, uretrite

Alcuni fattori eziologici responsabili della prostatite rimangono ancora oggetto di studio; ad ogni modo, sicuramente le infezioni batteriche giocano un ruolo fondamentale nella comparsa di molte tipologie di prostatite.

Le informazioni sui Prostatite – Farmaci per la Cura della Prostatite non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Prostatite – Farmaci per la Cura della Prostatite.

Purtroppo, la terapia per la cura della prostatite non è sempre semplice ed immediata; spesse volte la malattia richiede un trattamento farmacologico per molte settimane, sfruttando antibiotici/antibatterici in grado di penetrare profondamente nel tessuto prostatico.

Inoltre sono solito associare un farmaco della classe alfa-litico in modo di aiutare il Paziente nella minzione (completo svuotamento vescicale) ed un cortisonico. I farmaci alfa-litici potrebbero dare temporaneamente una eiaculazione retrograda. Si potranno somministrare anche dei decongestionanti di origine naturale (vedere link relativo alla dieta)
La prostatite acuta risulterà debellata, dal punto di vista infiammatorio, se il dosaggio dell’interleuchina 8, nel liquido seminale, avrà valori nella norma. (31,2 pg/mL in relazione al Kit utilizzato)

Denominata Terapia Medica di 2° scelta, perché come appare dalla letteratura scientifica, la Ghiandola Prostatica (vedi: prostata anatomia), durante la malattia, cerca e riesce ad inglobare l’infezione in una cintura polisaccarida, il piu’ delle volte impenetrabile dagli Antibiotici somministrati, sia per via orale, che intramuscolare. Inoltre quando si verifica una ostruzione dei dotti ejaculatori, causata da calcoli, o una ostruzione degli Acini Ghiandolari, all’interno di questi, si ritrovano sempre Batteri non raggiungibili dagli Antibiotici, assunti per via generale, che formano col passare del tempo, veri e propri nidi di infezione, provocando episodi ricorrenti di Prostatite.
Sempre per quanto riguarda le Cure relative alla Prostatite Cronica batterica o abatterica bisognerà valutare dopo un’accurata anamnesi con visita ed espletamento dei relativi esami microbiologici e diagnostici lo stadio della patologia.

Comincerò a parlare dallo stadio I, e cioe’ della PROSTATITE BATTERICA ACUTA (classificazioni delle sindromi prostatiche secondo NIH)
Il Paziente in questo caso accusa una sintomatologia caratterizzata da qualche giorno, da febbre elevata, brividi, dolore perineale, scrotale, lombalgie, minzioni imperiose, dolorose e continue.

In questo Stadio purtroppo si trovano molti pazienti che presentano una vera e propria infezione della ghiandola prostatica e delle vescicole seminali. (Non mi soffermo a ripetere la sintomatologia che di solito accusano perché già specificata nelle pagine precedenti).

DOLORE PELVICO CRONICO
Appartengono a questa categoria i Pazienti CHE PRESENTANO DISTURBI DEL PAVIMENTO PELVICO, CON RELATIVI SPASMI DELLA MUSCOLATURA (muscoli elevatori del’ano); rappresentano la categoria più bassa come numero di Pazienti ed incidenza: l’alterazione fisiopatologia comune viene causata da un ipertono volontario o da un mancato rilasciamento dei muscoli del pavimento pelvico.

Una delle possibili terapie per la prostatite prevede di portare, sotto guida ecografica, mediante infiltrazione, previa anestesia locale (puntura locale) del pavimento pelvico, attraverso via transperineale, all’interno del Tessuto Prostatico e principalmente nelle aree di infiammazione (prostata infezione) o di eventuali fibrocalcificazioni, un forte anti-flogistico, come il Cortisone, associato ad un preparato misto di Antibiotici (in base al risultato dell’antibiogramma eseguito), affinchè venga debellata, sia l’infezione, che l’infiammazione del Tessuto Prostatico.
Si prevedono di norma, n. 3 / 4 infiltrazioni, per via transperineale, a distanza di circa 7 – 10 giorni, l’una dall’altra, anche se la sintomatologia (prostatite: sintomi) dovesse scemare di intensità, di solito già dopo aver eseguito la 2° infiltrazione.
Si deve calcolare che la carica antibiotica somministrata per via infiltrativa, all’interno del tessuto Prostatico, risulta circa 2.000 volte superiore a quella assunta per via sistemica, dando inoltre meno disturbi generali.

Qui di seguito indico uno dei miei metodi per curare la patologia flogistica prostatica. Vi faccio presente come potete leggere nel sito che esistono molte diverse terapie per la prostatite. Il metodo più idoneo risulta soggettivo Paziente per Paziente e verrà deciso dopo aver eseguito la visita specialistica urologica ed i relativi accertamenti diagnostici microbiologici, uroflussometrici ed ecografici mirati per la patologia in questione.

Per quanto riguarda le terapie relative alla Prostatite Cronica batterica o abatterica bisognerà valutare dopo un’accurata anamnesi con visita ed espletamento dei relativi esami microbiologici e diagnostici lo stadio della patologia. Comincerò a parlare dallo stadio I, e cioè della PROSTATITE BATTERICA ACUTA (classificazioni delle sindromi prostatiche secondo l’NIH) Il Paziente in questo caso accusa una sintomatologia caratterizzata da qualche giorno, da febbre elevata, brividi, dolore perineale, scrotale, lombalgie, minzioni imperiose, dolorose e continue.

TRATTAMENTO:
Dopo aver eseguito la relativa Visita Urologica con esplorazione rettale, per palpare e valutare lo stato del parenchima della ghiandola prostatica, che nella maggior parte delle volte, si sentirà calda, soffice e molto dolente alla palpazione, si richiederanno gli esami microbiologici ed esami diagnostici. Individuato l’agente infettante si procederà in base all’antibiogramma richiesto, a prescrivere la molecola farmacologica antibiotica più idonea per debellare l’infezione, per un ciclo di almeno 15 giorni (con preferenza verso i Chinolonici) che da ultimi studi si è visto che riescono, anche se con molta fatica, a superare la capsula prostatica con alta penetrabilità della ghiandola prostatica (levofloxacina e ciprofloxacina) come specificato nella rivista internazionale (internatiol Journal of Antimicrobial Agents, August 2008), a seguire con la classe dei Sulfamidi e Macrolidi.