Prostatite cura lunga

  • La prostatite acuta di origine batterica o prostatite di tipo I;
  • La prostatite cronica di origine batterica o prostatite di tipo II;
  • La prostatite cronica di origine non-batterica o prostatite di tipo III o sindrome dolorosa pelvica cronica.

La prognosi in caso di prostatite acuta batterica dipende dalla tempestività della diagnosi e del trattamento, che dev’essere adeguato.

L’identificazione tempestiva della condizione e il suo trattamento immediato e adeguato comportano, quasi sempre, la risoluzione positiva dello stato infiammatorio; al contrario, l’individuazione tardiva della malattia e/o una trascuratezza nel trattamento tendono ad avere, per conseguenze, la cronicizzazione dell’infiammazione, la batteriemia, l’aumento del rischio di ricadute e le altre complicanze di cui si è parlato.

La prostata (o ghiandola prostatica) è una ghiandola prettamente maschile, situata appena sotto la vescica, davanti alla porzione d’intestino crasso chiamata retto. Per forma e dimensioni, assomiglia molto a una castagna.
Attraverso la prostata decorre parte dell’uretra, cioè il dotto che porta all’esterno l’urina e – al momento dell’orgasmo – il liquido seminale (N.B: si veda la successiva parte dedicata alle funzioni).
Attorno alla prostata, prendono posto dei muscoli denominati sfinteri, la cui contrazione rende momentaneamente impossibile l’uscita delle urine, mentre consente la fuoriuscita dello sperma (eiaculazione).

  • La cronicizzazione dell’infiammazione a livello prostatico;
  • La trasmissione dell’infezione batterica alle strutture anatomiche vicine, come per esempio i testicoli, e lo sviluppo di condizioni, quali epididimite, orchite ecc.;
  • Il passaggio dell’infezione batterica al sangue, con conseguente sviluppo di batteriemia o, nei casi più sfortunati, sepsi;
  • La formazione di un ascesso prostatico (un ascesso è una raccolta circoscritta di pus);
  • L’incapacità di urinare.
  • La prostatite asintomatica o prostatite di tipo IV.
  • La formazione di un ascesso prostatico impone il ricorso alla chirurgia, per drenare il pus.
    La batteriemia e la sepsi richiedono una cura antibiotica ulteriore, da aggiungersi a quella contro i patogeni responsabili della prostatite acuta, e da eseguirsi in ambito ospedaliero sotto la stretta osservazione di un medico. Batteriemia e sepsi, infatti, rappresentano due emergenze sanitarie che richiedono l’intervento immediato di personale specifico esperto in materia.
    Infine, l’incapacità di urinare costringe i pazienti a ricorrere all’uso del catetere vescicale, per svuotare la vescica.

    Gli esami del sangue e delle urine servono a rilevare la presenza di agenti patogeni al loro interno.
    Sono test di facile esecuzione, completamente indolori e poco costosi.

    La biopsia della prostata è l’esame diagnostico che prevede la raccolta di un campione di cellule prostatiche e la successiva analisi, in laboratorio, del suddetto campione, allo scopo di confermare o escludere la presenza di un carcinoma della prostata (un tumore maligno).

    • dolore alla minzione,
    • febbre
    • e urgenza/frequenza.

    Talvolta i sintomi della prostatite cronica possono scomparire per lunghi periodi e poi ripresentarsi, magari in seguito ad uno stress. Il paziente deve identificare lo stile di vita e la dieta a lui confacente e cercare di non scostarsi di molto da essi. Deve essere essenzialmente rasserenato e tranquillizzato circa la natura benigna della sua patologia. Deve cercare di distogliere la sua mente dai suoi disturbi. Quindi anche lo Specialista deve avere una visione generale del problema.

    Curando la prostatite, di qualunque tipo, l’impotenza (se presente) può ridursi.

    La prostatite, invece, è una malattia della prostata di origine infiammatoria e interessa tutte le fasce di età. Può associarsi all’IPB.

    Come si vede non vi è uniformità di vedute. Le cause possono essere molte. I sintomi sono costituiti da:

    Risponde bene in genere alla terapia antibiotica e anti-infiammatoria.

    A volte sono stati consigliati anti-depressivi.

    La cura può essere lunga e il paziente può presentare delle ricadute.

    Come trattamento necessita di terapie antibiotiche, anti-infiammatorie e può trarre giovamento dall’impiego di Serenoa (si tratta di una pianta americana il cui estratto ha, fra l’altro, una azione anti-infiammatoria a livello prostatico). Sulla Serenoa torneremo quando parleremo della terapia dell’ingrossamento prostatico.

    Per quanto riguarda le terapie relative alla Prostatite Cronica batterica o abatterica bisognerà valutare dopo un’accurata anamnesi con visita ed espletamento dei relativi esami microbiologici e diagnostici lo stadio della patologia. Comincerò a parlare dallo stadio I, e cioè della PROSTATITE BATTERICA ACUTA (classificazioni delle sindromi prostatiche secondo l’NIH) Il Paziente in questo caso accusa una sintomatologia caratterizzata da qualche giorno, da febbre elevata, brividi, dolore perineale, scrotale, lombalgie, minzioni imperiose, dolorose e continue.

    Tale situazione può alterare sia la fase del riempimento vescicale che quella relativa allo svuotamento vescicale. (ipertono o mancato rilasciamento dello sfintere uretrale esterno) inibizione del riflesso della minzione ed in fase minzionale si potrà avere un flusso ridotto. Tale situazione è verificabile all’esame obiettivo del Paziente e precisamente nel corso dell’esplorazione-digito-rettale; lateralmente, si apprezzerà un ipertono dei muscoli elevatori dell’ano ed alla digito-pressione, il Paziente di conseguenza, avvertirà un dolore molto intenso, ma solamente da un lato. I punti di tali muscoli che alla digito pressione scatenano un forte dolore anche nelle zone contigue, ad esempio nell’ano, vengono denominati TRIGGER POINTS.

    DOLORE PELVICO CRONICO
    Appartengono a questa categoria i Pazienti CHE PRESENTANO DISTURBI DEL PAVIMENTO PELVICO, CON RELATIVI SPASMI DELLA MUSCOLATURA (muscoli elevatori del’ano); rappresentano la categoria più bassa come numero di Pazienti ed incidenza: l’alterazione fisiopatologia comune viene causata da un ipertono volontario o da un mancato rilasciamento dei muscoli del pavimento pelvico.

    Qui di seguito indico uno dei miei metodi per curare la patologia flogistica prostatica. Vi faccio presente come potete leggere nel sito che esistono molte diverse terapie per la prostatite. Il metodo più idoneo risulta soggettivo Paziente per Paziente e verrà deciso dopo aver eseguito la visita specialistica urologica ed i relativi accertamenti diagnostici microbiologici, uroflussometrici ed ecografici mirati per la patologia in questione.

    Inoltre sono solito associare un farmaco della classe alfa-litico in modo di aiutare il Paziente nella minzione (completo svuotamento vescicale) ed un cortisonico. I farmaci alfa-litici potrebbero dare temporaneamente una eiaculazione retrograda. Si potranno somministrare anche dei decongestionanti di origine naturale (vedere link relativo alla dieta)
    La prostatite acuta risulterà debellata, dal punto di vista infiammatorio, se il dosaggio dell’interleuchina 8, nel liquido seminale, avrà valori nella norma. (31,2 pg/mL in relazione al Kit utilizzato)

    Denominata Terapia Medica di 2° scelta, perché come appare dalla letteratura scientifica, la Ghiandola Prostatica (vedi: prostata anatomia), durante la malattia, cerca e riesce ad inglobare l’infezione in una cintura polisaccarida, il piu’ delle volte impenetrabile dagli Antibiotici somministrati, sia per via orale, che intramuscolare. Inoltre quando si verifica una ostruzione dei dotti ejaculatori, causata da calcoli, o una ostruzione degli Acini Ghiandolari, all’interno di questi, si ritrovano sempre Batteri non raggiungibili dagli Antibiotici, assunti per via generale, che formano col passare del tempo, veri e propri nidi di infezione, provocando episodi ricorrenti di Prostatite.
    Sempre per quanto riguarda le Cure relative alla Prostatite Cronica batterica o abatterica bisognerà valutare dopo un’accurata anamnesi con visita ed espletamento dei relativi esami microbiologici e diagnostici lo stadio della patologia.

    TRATTAMENTO:
    Dopo aver fatto eseguire al paziente i vari esami microbiologici mirati ed individuato dunque l’agente batterico o gli agenti batterici, il ciclo terapeutico a base di antibiotici, dovrà avere una durata molto più lunga intorno ai 30 gg. associato anche in questo caso, con farmaci alfa-litici, antibiotici, antiinfiammatori locali, prodotti multivitaminici orali, fermenti lattici e decongestionanti della ghiandola prostatica di origine naturale quali :
    a) l’Estratto di Cranwberry ;
    b) la Serenoa repens ;
    c) l’Uva Ursina ;
    d) la Vitamina E ;
    e) la Vitamina D ;
    f) la Vitamina C ;
    g) Lo Zinco ed il Selenio ;
    h) Il Tè Verde;
    i) Il Licopene

    In questo Stadio purtroppo si trovano molti pazienti che presentano una vera e propria infezione della ghiandola prostatica e delle vescicole seminali. (Non mi soffermo a ripetere la sintomatologia che di solito accusano perché già specificata nelle pagine precedenti).

    Comincerò a parlare dallo stadio I, e cioe’ della PROSTATITE BATTERICA ACUTA (classificazioni delle sindromi prostatiche secondo NIH)
    Il Paziente in questo caso accusa una sintomatologia caratterizzata da qualche giorno, da febbre elevata, brividi, dolore perineale, scrotale, lombalgie, minzioni imperiose, dolorose e continue.