Sintomi Cancro alla prostata

Le patologie benigne prostatiche sono più comuni rispetto alle neoplasie, soprattutto dopo i 50 anni; spesso, queste condizioni provocano sintomi che potrebbero essere confusi con quelli del tumore.

NOTA BENE: I sintomi urinari descritti si manifestano in modo simile ad altri problemi prostatici di tipo benigno, come l’iperplasia prostatica (IPB). Per questo motivo, se si verifica una o più di queste manifestazioni, è consigliabile sottoporsi a specifici accertamenti medici senza farsi prendere dal panico; potrebbe infatti trattarsi di un “semplice” ingrossamento benigno della prostata. Ancora, la comparsa di questi sintomi in forma acuta potrebbe essere spia di un’infiammazione della prostata, generalmente batterica: la prostatite.
Un tumore alla prostata maligno può metastatizzare ai linfonodi del bacino e, progressivamente, diffondersi ad altre parti del corpo. Il carcinoma prostatico tende a metastatizzare soprattutto alle ossa della colonna vertebrale, del bacino, delle costole e del femore. Il dolore osseo, quindi, può essere un sintomo del tumore alla prostata avanzato. Se la metastasi comprime il midollo spinale, può causare debolezza o intorpidimento agli arti inferiori, incontinenza urinaria e fecale.

Tumori maligni (cancro alla prostata)

Il cancro alla prostata è il tumore maschile più frequente; basti pensare che in Italia, ogni anno, ne vengono diagnosticati circa 42.800 casi.

Le esatte cause del tumore alla prostata non sono ancora completamente comprese, ma i ricercatori hanno identificato diversi fattori predisponenti e stanno cercando di apprendere come questi possano indurre la trasformazione neoplastica.

Alcuni fattori di rischio sono implicati nello sviluppo del tumore alla prostata:

Nella prostata sono presenti diversi tipi di cellule, ciascuna delle quali può subire una trasformazione neoplastica. Tuttavia, i tumori diagnosticati derivano per la maggior parte dall’interno della ghiandola e sono classificati come adenocarcinomi (o carcinomi ghiandolari).
Un adenocarcinoma origina quando le normali cellule, costituenti una delle ghiandole secretorie, diventano cancerose. Durante le fasi iniziali, le lesioni restano confinate. Nel corso del tempo, le cellule neoplastiche iniziano a moltiplicare e a diffondere nel tessuto circostante (stroma), formando una massa tumorale. Questa determina un rigonfiamento della superficie della prostata, riscontrabile durante la palpazione della ghiandola attraverso la parete rettale. Nelle fasi più avanzate, il tumore può aumentare le proprie dimensioni e invadere gli organi limitrofi, come le vescicole seminali o il retto. Le cellule neoplastiche possono sviluppare la capacità di migrare dalla sede di origine ad un’altra parte del corpo, attraverso il flusso sanguigno e il sistema linfatico. Queste possono proliferare e costituire tumori secondari. Il tumore alla prostata metastatizza più frequentemente alle ossa, ai linfonodi e può invadere il retto, la vescica e gli ureteri, mediante meccanismo di diffusione locale.

  • Carcinoma a piccole cellule (origina da cellule neuroendocrine);
  • Adenocarcinoma duttale (origina dalle cellule dei dotti prostatici);
  • Carcinoma mucinoso (caratterizzato dalla produzione di muco);
  • Carcinoma adenosquamoso o squamoso;
  • Neoplasie mesenchimali (come sarcomi o liposarcomi);
  • Linfoma primario della prostata.

Se il tumore viene ignorato, l’aumento delle sue dimensioni è associato a problemi connessi con la minzione, in quanto l’organo circonda l’uretra prostatica. I cambiamenti all’interno della ghiandola, quindi, influenzano direttamente la funzione urinaria. I sintomi del tumore alla prostata possono includere: