Terapie per l – ipertrofia prostatica

E se il rischio di progressione ГЁ basso, le principali linee guida nazionali e internazionali consigliano un atteggiamento attento, di vigile attesa, iniziando una eventuale terapia soltanto nel caso in cui i disturbi si facessero piГ№ evidenti.

Risponde: Maggi Mario – Andrologo e sessuologo

La prima contrasta l’ingrossamento e l’infiammazione della ghiandola grazie alla sua azione antiandrogenica, mentre il Pygeum ha effetto antinfiammatorio, efficace nelle forme iniziali associate a prostatite.

Hanno un’azione terapeutica più lenta e lo svantaggio di indurre spesso abbassamento della libido e problemi erettili, una riduzione del numero di spermatozoi nell’eiaculazione e ginecomastia.

È un disturbo molto comune, dato che si presenta nell’80 per cento degli uomini oltre la cinquantina, e con l’andare del tempo la probabilità di incorrervi aumenta.

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Esistono alcune sostanze fitoterapiche che si sono mostrate efficaci nel controllo dei sintomi dell’IPB, quali la Serenoa Repens e il Pygeum Africanum.

Se vuoi aggiornamenti in Urologia

1)Innanzi tutto bisogna chiarire se si sta parlando dell’urotec come da lei riportato o più porpriamente dell’Urorec
2) Quest’ultimo determina una eiaculazione “retrograda” ovvero l’emissione del liquido seminale durante l’eiaculazione in vescica e non “ritenuta” come da lei riportato. Quindi il liquido seminale passa direttamente dalle vie seminali alla vescica.
3) Tale fenomeno non può essere messo in correlazione con la infiammazione delle vie seminali che riconoscono altre cause.

ma non siamo cavie e poi non cita gli effetti collaterali che ogni farmaco ha.
Le posso assicurare che sono piu’ gli effetti collaterali che i benefici particormente quelli sul Sistema nervoso e gastroenterico.
Enfatizzare tale molecola serve solo alle Case Farnaceutiche che lo producono e lo commercializzano.
Comunque sono disponibile per un confronto diretto al fine di farle constatare di persona i lati positivi (-) e quelli negativi (+++++): Comunque tengo a precisare che tale farmaco l’assumo la sera dopo cena. Forse sbaglio? iN parole povere siamo noi pazienti a fare letteratura su questa nuova molecola e non gli urologi.
MI chiedo perchè non sperimentate su di voi? a voi non costa nulla. Alla collettività costa 15 euro per 30 capsule. LATI negativi (impotenza, assenza di jeculazione- calo della libido. artralgie diffuse ed in pazienti con sintomatologia gastrica aggravamento della sintomatologia: ora se vuole potra’ anche contattarmi per mail alb3@email.it sono disposto ad avere un contatto diretto e non un semplice commento che potrebbe apparire di parte. Grazie dell’ospitalita’

non noto nessun migioramento. Noto solo un peggioramento alla silodosina 8 mg 1 cp dopo cena

La silodosina può essere considerato un trattamento sintomatico efficace e sicuro per gli uomini affetti da ipertrofia prostatica benigna con miglioramento dei sintomi delle basse vie urinarie e con minore effetto sulla riduzione della pressione arteriosa (effetto ipotensivo) ma con maggiore incidenza di vertigini rispetto agli altri farmaci appartenenti alla stessa classe.

Se masticata perde di efficacia e non dovrebbe dare effetti collaterali.

Gentile utente,
la Silodosina (Urorec o Silodyx) è un farmaco sintomatico di cui andrebbe concordata la sospensione con il suo oculista subito prima e nell’immediato perioperatorio di un intervento eseguito a livello oculare. Riguardo all’indicazione non è possibile esprimere un parere in quanto è necessario conoscere il grado di ostruzione che la sua prostata le determina che sicuramente il suo Urologo avrà ben determinato prima della prescrizione.

buongiorno
mi e’ stato prescritto anche a me silosodina e il medico mi ha prescritto silodyx. un po’ preoccupato per gli effetti indesiderati elencati ma posso farci poco, la mia domanda riguardava il fatto che sul bugiardino e’ indicato di non spezzare o masticare. io non riesco a ingoiare e quindi pur provando con l’ostia addento comunque e spezzo per poi ingoiare a pezzi. essendo anche possessore. di un ernia iatale volevo capire a cosa era dovuto il divieto di spezzare, problemi gastrici e quindi con l’ernia ulteriori problemi o al fatto che masticata non fa l’effetto che deve fare o altro?
e se masticata all’interno dell’ostia e quindi in teoria dovrebbe restare abbastanza racchiusa puo’ dar problemi ugualmente?
grazie saluti

Sarebbe necessario eseguire un confronto oggettivo fra esame uroflussimetrico eseguito durante il trattamento con Tamsulosin e quello eseguito in corso di terapia con Silodosina per stabilire quale è il farmaco per lei più idoneo per il trattamento dei sintomi prostatici.

Per “ipertrofia prostatica benigna” s’intende un ingrossamento anomalo della ghiandola prostatica, la struttura deputata alla produzione di un liquido essenziale per la funzione riproduttiva maschile. Il fenomeno è pressoché fisiologico nell’uomo adulto oltre i 50 anni.

Tra i sintomi associati all’ipertrofia prostatica benigna, l’incontinenza urinaria, la diminuzione del calibro urinario e la difficoltà ad urinare giocano sicuramente un ruolo di primo piano. Oltre a questi, si ricordano: dolore durante la minzione, eiaculazione dolorosa, ematuria, necessità di urinare anche di notte, poliuria, pollachiuria, tenesmo vescicale.

Agenti adrenergici (azione periferica): gli alfa bloccanti sono largamente impiegati in terapia per la cura dell’ipertrofia prostatica, poiché agiscono rilassando la muscolatura liscia, inducendo un incremento significativo del flusso urinario e migliorando i sintomi da ostruzione.

Farmaci antiandrogeni: in particolare i farmaci dutasteride e finasteride sono inibitori specifici della 5-alfa reduttasi, l’enzima coinvolto nella metabolizzazione del testosterone in diidrotestosterone, un potente ormone sessuale androgeno maggiormente attivo sulla prostata.

I farmaci antiandrogeni sono preferiti in terapia per la cura dell’ipertrofia prostatica benigna, soprattutto per quei pazienti con prostata particolarmente ingrossata.

I fattori causali coinvolti nella manifestazione dell’ipertrofia prostatica benigna rimangono ancora oggetto di studio; ad ogni modo, sembra che l’incremento di ormoni sessuali androgeni ed estrogeni – favorito dall’avanzare dell’età ed associato alla sensibilità della ghiandola prostatica alla loro azione – sia il fattore eziologico maggiormente coinvolto.

L’effetto dei farmaci antiandrogeni sulla prostata è sorprendente: le dimensioni della ghiandola prostatica vengono ridotte, la funzionalità urinaria viene ripristinata e i sintomi da ostruzione vengono migliorati.

Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate in terapia per la cura dell’ipertrofia prostatica benigna, ed alcuni esempi di specialità farmacologiche: spetta al medico scegliere il principio attivo e la posologia più indicati per il paziente, in base alla causa scatenante, alla gravità della malattia, ed alla risposta del malato alla cura:

Le informazioni sui Farmaci per la Cura dell’Ipertrofia Prostatica Benigna non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Farmaci per la Cura dell’Ipertrofia Prostatica Benigna.