Terapie per la prostatite

Per quanto riguarda le terapie relative alla Prostatite Cronica batterica o abatterica bisognerà valutare dopo un’accurata anamnesi con visita ed espletamento dei relativi esami microbiologici e diagnostici lo stadio della patologia. Comincerò a parlare dallo stadio I, e cioè della PROSTATITE BATTERICA ACUTA (classificazioni delle sindromi prostatiche secondo l’NIH) Il Paziente in questo caso accusa una sintomatologia caratterizzata da qualche giorno, da febbre elevata, brividi, dolore perineale, scrotale, lombalgie, minzioni imperiose, dolorose e continue.

Logicamente dopo vari cicli di terapie antibiotiche e varie ricadute accompagnate da sintomatologia caratterizzata da dolore pelvico, disturbi minzionali importanti, disturbi della sfera sessuale, stato di ansia con iniziale depressione, si procederà ad attuare una terapia più invasiva consistente nell’infiltrazione prostatica eco-guidata.

TRATTAMENTO:
Dopo aver eseguito la relativa Visita Urologica con esplorazione rettale, per palpare e valutare lo stato del parenchima della ghiandola prostatica, che nella maggior parte delle volte, si sentirà calda, soffice e molto dolente alla palpazione, si richiederanno gli esami microbiologici ed esami diagnostici. Individuato l’agente infettante si procederà in base all’antibiogramma richiesto, a prescrivere la molecola farmacologica antibiotica più idonea per debellare l’infezione, per un ciclo di almeno 15 giorni (con preferenza verso i Chinolonici) che da ultimi studi si è visto che riescono, anche se con molta fatica, a superare la capsula prostatica con alta penetrabilità della ghiandola prostatica (levofloxacina e ciprofloxacina) come specificato nella rivista internazionale (internatiol Journal of Antimicrobial Agents, August 2008), a seguire con la classe dei Sulfamidi e Macrolidi.

Qui di seguito indico uno dei miei metodi per curare la patologia flogistica prostatica. Vi faccio presente come potete leggere nel sito che esistono molte diverse terapie per la prostatite. Il metodo più idoneo risulta soggettivo Paziente per Paziente e verrà deciso dopo aver eseguito la visita specialistica urologica ed i relativi accertamenti diagnostici microbiologici, uroflussometrici ed ecografici mirati per la patologia in questione.

Da vari Studi si evidenzia che i batteri nella maggior parte responsabili sono : Escherichia Coli (gram-negativo) -–Enterococcus faecalis (gram-positivo) – Staphylococcus epidermidis (gram-positivo) ma si possono anche trovare : Ureaplasma urealyticum – Chlamidia trachomatis – Micoplasmi. In questi soggetti inoltre come gia’ detto nelle pagine precedenti, si valuterà nel liquido seminale il dosaggio dell’interleuchina 8, che risultando molto elevato confermerà la patologia.

TRATTAMENTO:
Dopo aver fatto eseguire al paziente i vari esami microbiologici mirati ed individuato dunque l’agente batterico o gli agenti batterici, il ciclo terapeutico a base di antibiotici, dovrà avere una durata molto più lunga intorno ai 30 gg. associato anche in questo caso, con farmaci alfa-litici, antibiotici, antiinfiammatori locali, prodotti multivitaminici orali, fermenti lattici e decongestionanti della ghiandola prostatica di origine naturale quali :
a) l’Estratto di Cranwberry ;
b) la Serenoa repens ;
c) l’Uva Ursina ;
d) la Vitamina E ;
e) la Vitamina D ;
f) la Vitamina C ;
g) Lo Zinco ed il Selenio ;
h) Il Tè Verde;
i) Il Licopene

Inoltre sono solito associare un farmaco della classe alfa-litico in modo di aiutare il Paziente nella minzione (completo svuotamento vescicale) ed un cortisonico. I farmaci alfa-litici potrebbero dare temporaneamente una eiaculazione retrograda. Si potranno somministrare anche dei decongestionanti di origine naturale (vedere link relativo alla dieta)
La prostatite acuta risulterà debellata, dal punto di vista infiammatorio, se il dosaggio dell’interleuchina 8, nel liquido seminale, avrà valori nella norma. (31,2 pg/mL in relazione al Kit utilizzato)

In questo Stadio purtroppo si trovano molti pazienti che presentano una vera e propria infezione della ghiandola prostatica e delle vescicole seminali. (Non mi soffermo a ripetere la sintomatologia che di solito accusano perché già specificata nelle pagine precedenti).

Comincerò a parlare dallo stadio I, e cioe’ della PROSTATITE BATTERICA ACUTA (classificazioni delle sindromi prostatiche secondo NIH)
Il Paziente in questo caso accusa una sintomatologia caratterizzata da qualche giorno, da febbre elevata, brividi, dolore perineale, scrotale, lombalgie, minzioni imperiose, dolorose e continue.

Le informazioni sui Prostatite – Farmaci per la Cura della Prostatite non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere Prostatite – Farmaci per la Cura della Prostatite.

I farmaci antibiotici sono efficaci esclusivamente in caso di prostatite batterica: non sono pertanto indicati nella cura di prostatiti abatteriche non infiammatorie e nelle forme asintomatiche.

Cefalosporine ad ampio spettro

La prostatite è un processo infiammatorio a carico della prostata, una ghiandola localizzata al di sotto della vescica maschile deputata alla produzione di liquido prostatico (importante per la funzione riproduttiva maschile).

  • Azitromicina (es. Azitromicina, Zitrobiotic, Rezan, Azitrocin): si consiglia di assumere 500 mg al dì per 3 giorni a settimana, per tre settimane.
  • Doxiciclina (es. Doxicicl, Periostat, Miraclin, Bassado): si consiglia la somministrazione di 100 mg due volte al dì per 4 settimane.
  • TETRACICLINA (es. Tetrac, Pensulvit, Ambramicina): si raccomanda l’assunzione di 500 mg di principio attivo per os ogni 6 ore, per un periodo variabile dai 3 ai 7 giorni in base alla natura dell’infezione.
  • Cefalexina (es. Keforal, Cefalexi, Ceporex): il farmaco dev’essere assunto per via orale alla posologia di 500 mg ogni 6 ore per 14 giorni.

Macrolidi: questi farmaci sono indicati in caso di concomitante prostatite ed infezione da clamidia (non è ancora del tutto dimostrata la correlazione diretta tra prostatite e clamidia):

In generale, nelle forma acute sono necessari 10-14 gg di terapia antibiotica, mentre le forme croniche necessitano di periodi più lunghi (4-8 settimane)