Tumore alla prostata – sintomi e cause – sopravvivenza

Sintomi del tumore alla prostata in uno stadio avanzato:

Pasquale,
Si, io credo che la prima medicina sia la dieta, poi si passa ai farmaci.
Nel tuo caso, consiglio di stare attento a tutto quello che può interferire con la prostata, quindi latticini e maiale.
Ti consiglio di limitare o eliminare anche i cereali, soprattutto con il glutine.
Frutta e verdura non devono mai mancare dalla tua dieta, ma attento alle solanacee e alla frutta rossa (anguria, fragola, ecc.)

I sintomi del carcinoma prostatico sono simili a quelli dell’ipertrofia prostatica benigna.
Inoltre, il paziente potrebbe avere entrambe le malattie.

  1. Soprattutto nella parte esterna della ghiandola (75 %),
  2. Nelle zone di transizione (20 %),
  3. Nella zona centrale (5 %).

2) Un altra causa può essere l’acido fitanico contenuto nei latticini che può aumentare l’espressione dell’enzima α-metilacil-coa racemasi.
Questa sostanza interviene nello sviluppo del tumore.

  • Difficoltà e problemi di erezione
  • Eiaculazione dolorosa
  • Dimagrimento o perdita di peso (soprattutto ad uno stadio avanzato)
  • Sangue nelle urine o nello sperma
  • Sintomi causati da metastasi o diffusione del tumore: dolore pelvico (bacino), dolore osseo, gambe gonfie in caso di ostruzione dei linfonodi.

Il tumore della prostata si forma

Dopo gli 80 anni la maggior parte degli uomini ha il tumore alla prostata, ma è asintomatico, quindi il paziente non sa di avere questa massa.
Generalmente non colpisce i giovani o le persone di 30/40 anni.

Di solito, il tumore alla prostata non provoca sintomi nelle prime fasi.
I segni e i sintomi si sviluppano quando la massa cresce e provoca dei problemi a urinare.
Qui ci sono alcuni sintomi frequenti

Messaggio da vale80 » sab 21 feb 2015, 14:58

Messaggio da vale80 » sab 21 feb 2015, 13:07

Messaggio da vale80 » sab 21 feb 2015, 13:09

Messaggio da 77naty » sab 21 feb 2015, 13:44

Messaggio da 77naty » sab 21 feb 2015, 12:58

Messaggio da 77naty » sab 21 feb 2015, 10:58

Messaggio da vale80 » lun 2 mar 2015, 13:27

Messaggio da gighellina » lun 2 mar 2015, 12:29

Messaggio da Alelbano » dom 1 mar 2015, 17:48

Dopo il trattamento è necessario effettuare dei controlli periodici del PSA al fine di identificare eventuali riprese di malattia. Il paziente viene quindi seguito nel tempo per un periodo di almeno 10 anni e in caso di eventuale rialzo del valore di PSA, vi sono diverse tipi di approccio terapeutico a cui il paziente potrà essere sottoposto, che includono la radioterapia, la terapia ormonale o una combinazione tra essi.

TRATTAMENTO

I trattamenti attualmente disponibili per il tumore della prostata sono molteplici e la scelta terapeutica si basa sulle caratteristiche del paziente e della malattia stessa. Tra le differenti opzioni terapeutiche vi sono: l’osservazione in assenza di trattamento, la chirurgia (“a cielo aperto” o laparoscopica o robotica), la radioterapia, gli ultrasuoni focalizzati ad alta intensità HIFU, la criochirurgia, la terapia ormonale, la chemioterapia o una combinazione di queste. Il trattamento standard per la neoplasia prostatica, nel paziente con un’aspettativa di vita superiore ai 10 anni, è l’intervento chirurgico, che consiste nell’asportazione completa della prostata, delle vescicole seminali ed eventualmente dei linfonodi loco-regionali. L’obiettivo dell’intervento chirurgico è l’eradicazione completa della malattia, preservando il più possibile la continenza urinaria e la funzione erettile. Le moderne tecniche di chirurgia nerve-sparing, con preservazione dei nervi deputati all’erezione, permettono infatti il recupero sia della continenza urinaria e sia della funzione erettile per la maggior parte dei pazienti. La radioterapia, resta una valida alternativa terapeutica nei pazienti non candidabili ad intervento chirurgico, con ottime percentuali di guarigione per stadi di malattia non avanzati. L’utilizzo delle innovative metodiche di radioterapia conformazionale 3D e ad intensità modulata, ha inoltre sensibilmente ridotto il rischio di complicanze post-trattamento per il paziente. Le altre alternative terapeutiche precedentemente citate, conservano un ruolo nell’ambito dei diversi possibili scenari clinici e per tale motivo, la gestione del paziente con neoplasia prostatica è spesso multidisciplinare.

TIPOLOGIE DI TRATTAMENTI

Il tumore della prostata è una malattia asintomatica nella maggior parte dei casi e la sua diagnosi è più frequentemente incidentale. Per tale motivo ha assunto ormai una certa rilevanza lo screening per neoplasia prostatica basato sulla misurazione del PSA (l’Antigene Prostatico Specifico, misurato nel sangue) e sull’esplorazione rettale (procedura minimamente invasiva che consente di valutare le dimensioni, la forma e la consistenza della prostata). Attualmente non esistono in Italia dei protocolli di screening approvati, tuttavia le più recenti linee guida suggeriscono una misurazione del PSA a partire dai 40 anni, sulla quale basare poi la tempistica dei successivi controlli. Il valore del PSA va quindi interpretato individualmente sulla base della storia clinica e familiare dell’individuo, non esistendo un reale valore di “normalità”. Un valore elevato di PSA non è tuttavia sufficiente alla diagnosi di neoplasia prostatica in quanto esistono molteplici condizioni diverse dal tumore che causano un’alterazione del PSA; per tale ragione è necessario sottoporsi ad esami diagnostici più invasivi, il principale dei quali è la biopsia prostatica transrettale sotto guida ecografica. Con essa si ottengono campioni di tessuto della prostata tramite i quali è possibile determinare la presenza di cellule tumorali all’interno della ghiandola.

EPIDEMIOLOGIA

Ospedale San Raffaele – Milano, via Olgettina 60, 20132 Milano, Italia – Tel. 02 26 431
“Le informazioni medico-scientifiche che si trovano in questo sito si intendono per un uso esclusivamente informativo e non possono in alcun modo sostituire la visita medica.”

La prognosi della neoplasia prostatica, dipende da una serie di caratteristiche intrinseche della malattia, che includono lo score di Gleason (indice di aggressività del tumore), il PSA alla diagnosi, l’invasività locale e lo stadio di malattia. È quindi possibile identificare diverse categorie di pazienti con prognosi differente, utili nel guidare sia il trattamento che il successivo follow-up.

PROGNOSI