Tumore alla prostata: sintomi e sopravvivenza

In caso di dubbi è possibile procedere all’esame del sangue del PSA; in passato si riponeva grande fiducia nel dosaggio di questa molecola, che veniva considerata un vero e proprio marker tumorale. Ad oggi la sua importanza in termini di diagnosi di tumori è stata ridimensionata e l’esame è considerato un indice di salute prostatica (in altre parole un valore alto non è necessariamente legato alla presenza di tumore).

  • l’esplorazione rettale,
  • il controllo del PSA con un prelievo del sangue,
  • l’eventuale biopsia.

Ha le dimensioni di una noce e circonda parte dell’uretra (il dotto che espelle l’urina dalla vescica). La sua funziona risiede principalmente nella produzione di un liquido che costituisce parte dello sperma.

Le cause esatte alla base della comparsa del cancro alla prostata non sono ancora del tutto chiare, ma esistono alcuni fattori di rischio noti; un fattore di rischio è un qualcosa che aumenta la possibilità di sviluppare un disturbo o una malattia, ma la loro presenza non implica necessariamente la comparsa del problema.

In particolare vengono colpiti ossa e linfonodi.

La terapia del tumore alla prostata varia a seconda che il tumore sia limitato alla ghiandola o si sia già diffuso in altre parti del corpo; ovviamente la cura dipende anche dalla vostra età e dallo stato di salute generale.

Questo tumore è uno dei più diffusi tra gli uomini, ma la prognosi (possibilità di guarire) è molto buona quando lo si diagnostica in tempo.

  • L’invecchiamento è il più importante fattore di rischio per il cancro della prostata, uomini con 50 anni o più sono associati a un rischio maggiore.
  • La famigliarità può avere un certo peso; se i famigliari più stretti (padre e fratello) hanno un tumore alla prostata il rischio per il soggetto è 2-3 volte superiore alla media.
  • Anche la dieta può anche essere un fattore rilevante: gli uomini che mangiano grandi quantità di grassi animali, in particolare provenienti da carne rossa, sono associati a un rischio maggiore.

I sintomi dell’ipertrofia prostatica benigna o di altri problemi possono essere simili a quelli del cancro alla prostata e per questo è bene essere seguiti dallo specialista (urologo) in caso di disturbi di qualsiasi genere.

Nella prostata sono presenti diversi tipi di cellule, ciascuna delle quali può subire una trasformazione neoplastica. Tuttavia, i tumori diagnosticati derivano per la maggior parte dall’interno della ghiandola e sono classificati come adenocarcinomi (o carcinomi ghiandolari).
Un adenocarcinoma origina quando le normali cellule, costituenti una delle ghiandole secretorie, diventano cancerose. Durante le fasi iniziali, le lesioni restano confinate. Nel corso del tempo, le cellule neoplastiche iniziano a moltiplicare e a diffondere nel tessuto circostante (stroma), formando una massa tumorale. Questa determina un rigonfiamento della superficie della prostata, riscontrabile durante la palpazione della ghiandola attraverso la parete rettale. Nelle fasi più avanzate, il tumore può aumentare le proprie dimensioni e invadere gli organi limitrofi, come le vescicole seminali o il retto. Le cellule neoplastiche possono sviluppare la capacità di migrare dalla sede di origine ad un’altra parte del corpo, attraverso il flusso sanguigno e il sistema linfatico. Queste possono proliferare e costituire tumori secondari. Il tumore alla prostata metastatizza più frequentemente alle ossa, ai linfonodi e può invadere il retto, la vescica e gli ureteri, mediante meccanismo di diffusione locale.

Le patologie benigne prostatiche sono più comuni rispetto alle neoplasie, soprattutto dopo i 50 anni; spesso, queste condizioni provocano sintomi che potrebbero essere confusi con quelli del tumore.

Il tumore alla prostata colpisce soprattutto dopo i 50 anni. Cellule tumorali sono presenti nel 40% circa dei cinquantenni ed il rischio aumenta con l’età. Addirittura, secondo recenti studi e statistiche mediche, quasi tutti gli uomini di età superiore agli 80 anni presentano un piccolo focolaio di cancro alla prostata.

Nelle fasi iniziali, il tumore alla prostata è spesso asintomatico; ciò significa che il paziente non avverte alcun sintomo, rimanendo ignaro della condizione. Negli ultimi anni, grazie alla crescente presa di coscienza dei pericoli della malattia, la maggior parte dei tumori prostatici viene diagnosticata proprio in queste fasi iniziali. Una visita urologica accompagnata al controllo del PSA (antigene prostatico specifico), mediante analisi del sangue, permette di identificare i soggetti a rischio nei quali effettuare ulteriori accertamenti.

Alcuni fattori di rischio sono implicati nello sviluppo del tumore alla prostata:

L’adenocarcinoma è l’istotipo più frequente tra le neoplasie prostatiche (rappresenta circa il 95% dei tumori maligni).
Tuttavia, esistono altri tumori, che differenziano per presentazione clinica e decorso, tra cui:

A livello generale, il tumore alla prostata si verifica quando le cellule anormali all’interno della prostata crescono in modo incontrollato. Tale evento è causato da cambiamenti che interessano il materiale genetico delle cellule prostatiche e possono indurre un’alterazione dei meccanismi che controllano il ciclo cellulare, quindi favorire la formazione di masse tumorali. Le attuali ricerche scientifiche sono orientate a comprendere le alterazioni genetiche (e le relative combinazioni), che aumentano il rischio di sviluppare il cancro alla prostata.

  • Difficoltà a urinare (esitazione);
  • Stimolo frequente a urinare, specialmente di notte (nicturia);
  • Difficoltà a mantenere un flusso costante di urina (il flusso è debole, intermittente o persiste la sensazione di non riuscire svuotare la vescica in modo completo);
  • Dolore o bruciore durante la minzione;
  • Sangue nelle urine o nello sperma;
  • Disfunzione erettile (impotenza);
  • Eiaculazione dolorosa;
  • Disagio nella zona pelvica;
  • Stanchezza, perdita di appetito e malessere generale;
  • Dolore generalizzato a schiena, fianchi o bacino.

La principale funzione della prostata consiste nel contribuire a produrre lo sperma, in quanto secerne una parte del liquido seminale rilasciato durante l’eiaculazione (nota: il liquido seminale insieme agli spermatozoi costituisce lo sperma).